Venerdì 21 febbraio 2020, a Codogno (Lo) veniva diagnosticato il primo caso italiano di Covid-19.

La vita di ognuno di noi abitanti del Basso Lodigiano in primis, senza che nessuno lo sapesse, da lì a poco sarebbe cambiata.

La collettività, oltre alla perdita di migliaia di persone, ha subìto anche un enorme disastro economico che ha devastato numerosissime attività produttive fra cui anche quelle che da anni sono collocate nel nostro Territorio.

Un settore fra i più colpiti, anche se diverso da quelli di beni di prima necessità, è quello artistico culturale. Il mondo di migliaia di artisti impegnati, ognuno con i propri progetti didattici e di spettacolo, quel giorno si è fermato. Mentre tutti gli altri settori stanno pian piano ripartendo, questo, è rimasto ed è ancora fermo. Sicuramente il motivo più importante è legato all’incolumità di ognuno, visto che gli eventi culturali vedono quasi sempre assembramenti di persone. Forse anche perché in Italia quella dell’artista è vista più come una passione e quindi la questione non preoccupa quasi nessuno, solo i diretti interessati.

Un artista suona, recita, balla, fa concerti, spettacoli, macina chilometri di strada, morsica un boccone di panino senza nemmeno finirlo durante un soundcheck, rientra a casa a tarda notte dopo uno spettacolo ed il giorno successivo fa ore su ore di lezioni a persone di ogni età professando il lavoro che ama dignitosamente e con la massima serietà. Un artista serio è anche lui un partita IVA, versa i contributi per la pensione e paga le tasse a fine anno.

Per questo come persona, in veste di cantautore e quindi in continua collaborazione con le persone di questa categoria e in qualità di Presidente di Radici, che è un’associazione di promozione e tutela delle risorse e del patrimonio del nostro territorio, mi sento in dovere, anzi, “obbligato” ad aiutare tutta questa gente.

La soluzione è stata: LA PRIMA ZONA ROSSA, uno spettacolo poliedrico e apolitico dove viene narrata la storia, le sensazioni e gli stati d’animo di un artista che è nato e vive in un paese della Bassa travolto da questo marasma causato dal virus. L’idea non si ferma qui. Il legante per questo spettacolo itinerante fra i comuni della prima zona rossa e quelli al di fuori, è proprio la rete e quindi la collaborazione fra tutti gli artisti e musicisti del territorio. Utilizzando un gergo in voga si può anche definire un’iniziativa a km zero.

Alcuni video realizzati per la promozione del progetto.