Questa “innata” attrazione si rimanifesta all’età di undici anni, quando Gianluca frequenta, senza voglia, le scuole medie; durante le lezioni di educazione musicale si diletta a comporre i primi suoi brani facendo fischiare a più non posso il “piffero”, o meglio il flauto, fino a far tappare le orecchie ai suoi compagni di classe. Ma quello che gli riesce meglio, una delle sue specialità, è quella di staccare la spina della pianola di “Febo” il suo professore di musica, mandandolo su tutte le furie.
Si vede proprio che Gianluca sta diventando un vero prodigio! Diventa, infatti, uno dei “migliori” allievi dell’intera scuola; tanto è vero che Febo lo vuole nella “formazione” degli scolari nel concerto di fine anno, mettendolo in “difesa” nelle ultime file. Insomma, diciamocelo, non aveva studiato niente.
Dopo qualche anno, nell’età della “stüpidéra”, dopo una cotta per una giovanissima e carinissima “bagajulèta”, in un momento di forte crisi, capisce che per venire a capo della situazione deve aggrapparsi a qualcosa. Rispolverando la vecchia chitarra classica del padre Angelo istintivamente decide di riavvicinarsi in modo più serio alla musica, convinto che essa possa aiutarlo a voltar pagina. Comincia così a frequentare dei corsi di chitarra dal maestro “Pièri” e, con qualche amico, comincia a strimpellare le prime canzoni. Il problema è uno solo: Gianluca non sa che sta per innamorarsi di nuovo. Questa volta non di una ragazza ma di Lei: la musica.
Questi incontri si fanno sempre più frequenti e, fra qualcuno che “tira” e qualcuno che “molla”, qualcuno che parte e qualcuno che arriva, si decide di comune accordo di ufficializzare la cosa fissando le prime prove. Da lì a poco nasce anche la “famosa” band “Complesso di Colpa” della quale Gianluca è il cantante “leader”. Si susseguono serate in sagre, teatri (e che teatri), locali della zona e non, riscuotendo molto successo anche grazie al repertorio di musica italiana a trecentosessanta gradi.
Bruciata la gioventù, all’età di 19 anni Gianluca deve partire per il militare. È disperato, ha davanti un lungo anno dove invece della chitarra dovrà impugnare il fucile, ma non il suo. Una botta di culo però lo aiuta. Durante il CAR (Corso Addestramento Reclute) a Merano (BZ) fa un provino per entrare a far parte del coro alpino della sua brigata (Coro Brigata Alpina Tridentina), e lo supera.
Gianluca è esemplare tanto che il direttore lo nomina “pecora nera del coro”. Durante questo anno di leva ha la fortuna di girare per tutta Italia, di cantare sul palco del teatro comunale di Modena, di partecipare alla trasmissione RAI “uno mattina” e di fare tante altre esperienze, musicali e non, dalle quali deriva anche l’attaccamento alle montagne e al mondo fantastico che le circonda.
Finita la nàja, Gianluca torna a casa con più grinta e carica di prima. Come per incanto la musica è lì pronta ad aspettarlo, spetta ancora a lui trascinare la sua band nei concerti con l’aiuto di due nuovi elementi: il bassista Matteo e il batterista Cristian, i suoi fratelli.
Si riparte e per qualche anno si raccolgono di nuovo grandi soddisfazioni e riscontro fra la gente che segue la band (Quàtre gàc spelàc).
Gianluca, però, nel 1996, quando la band comincia ad essere”molto” affermata, decide di mollare per motivi di lavoro. Da quel giorno capisce che la musica è un parte importante di lui; ma ormai è troppo tardi. Il lavoro non gli permette più di coltivare quella passione da cui lui non può staccarsi. Nel poco tempo libero cerca il sistema per riavvicinarsi ad essa, ma le difficoltà sono molte. Trovare gente che suoni adattandosi ai suoi orari è un grosso ostacolo, poi è fuori dal giro; addirittura, pur di rientrare in esso, accetta di indossare il costume da zampognaro e di cantare e suonare le canzoni natalizie (“Tu scendi dalle stelle”, “Astro del ciel”, ecc.) in un presepe vivente (Che argógna).
Un bel giorno però, pensando a Crema ed alle sue campagne, che geograficamente sono il fulcro di tutta la Pianura Padana, quasi per scherzo e preso da un po’ di malinconia per la sua terra natale, improvvisa una mezza canzone in dialetto, ma cosa dico, non in dialetto. In CREMASCO!!!, e, quasi senza accorgersene, “da il la” ad un nuovo progetto musicale: suonare la musica in tutti i suoi generi cantandola in CREMASCO.
“ Söl Sère ” è il titolo dell’album musicale registrato nel dicembre 2007 e che presto sarà a disposizione di tutti i cremaschi e non.
Con la registrazione e la pubblicazione dell’album “Söl Sère “ ho raggiunto la più bella “màcia da ciudì“ di tutta la mia vita; in campo musicale, naturalmente.Nel dicembre 2007 è stata ultimata la registrazione poi, a causa alcuni disguidi burocratici, la pubblicazione è slittata ai primi giorni di marzo 2008.
Non avrei mai pensato di proporre alla mia gente, i Cremaschi, qualcosa che li toccasse al cuore. Così è stato. Ho goduto subito di due recensioni giornalistiche non indifferenti. Ha scritto di me il quotidiano “LA CRONACA“ il giorno lunedì 3 marzo 2008, Emanuele Mandelli è stato davvero forte nello scrivere l’articolo, ha colto e descritto nel migliore dei modi il messaggio che voglio dare attraverso i brani che compongono questo album e, se non altro, con tutto il mio progetto musicale.
Sabato 15 marzo 2008, invece, veniva pubblicata un’altra splendida recensione. Il mitico Giamba del “NUOVO TORRAZZO“ un giornalista molto attento a queste tematiche e cremasco D.O.C., ha descritto al meglio chi sono io, cosa è e cosa sarà il mio progetto: “ la musica a 360° in cremasco “.
Giovedì 6 marzo ho avuto il piacere di partecipare, come ospite,alla trasmissione in diretta di “RADIO ANTENNA CINQUE“ di Crema. Una scaletta di circa tre quarti d’ora dove ho potuto, anche qui, presentare le mie canzoni e illustrare il mio progetto.Grazie Bruno.
In questi giorni so che usciranno molte altre recensioni e che avrò anche molti altri appuntamenti per poter presentare l’album, anche televisivi.
La cosa che mi fa scalpitare di più, però, è che stò preparando la band per il live. Quindi presto avrò l’onore di poter venire a raccontare le mie storie davanti a voi. ”Che figàda“. Sono davvero molto emozionato.
Chiaramente tutti questi passi non si sono susseguiti solo per merito mio. Devo ringraziare veramente con il cuore Carla che appoggia pienamente la mia passione per la musica ed è sempre al mio fianco aiutandomi e lasciandomi tutto lo spazio che mi serve non facendomi mai pesare nulla; ringrazio tutte le persone che mi hanno regalato esperienze positive o negative e che comunque mi hanno fatto crescere e maturare sia come uomo che come “cantùr“; grazie ai miei fratelli che mi hanno aiutato a ripartire con la musica in particolare Cristian che mi segue veramente da vicino e che mi da sempre i consigli più giusti; grazie a Cristian Merli che ha curato il lavoro di ogni singolo musicista e di se stesso arranngiado e registrando ogni parte da vero maestro del mestiere; grazie a Davide “Phil” Corradi e a Marco Arfini per essersi presi cura delle mie canzoni suonandole veramente con classe e tecnica; grazie alla professoressa Maria Adele Piantelli per essersi presa cura della correzione dei testi e per i suoi preziosi consigli; grazie a Marcello “Furi” che mi ha migliorato in molte cose; ringrazio Filippo e Mariangelo (il Mari) per essersi presi cura in modo esemplare di alcuni aspetti tecnici; grazie a Samuele per tutti i suoi sbattimenti.
Il cd “Söl Sère“ lo potete richiedere al mio indirizzo di posta elettronica gianluca_gennari@libero.it oppure lo potete trovare al CLUB 747 in via Matteotti a Crema o al MUSIC FREAK presso centro Gran Rondò Crema.

Il 25 Aprile 2008 a Verolanuova (Bs), Gianluca riparte con il nuovo progetto anche in versione live e collauda una band formata da musicisti veramente tosti.
Nel gennaio 2009 presenta il secondo cd intitolato “Có la tèra sóta i pé“, un’altra raccolta di storie campagnole frutto delle avventure e a volte disavventure sue e di personaggi folcloristici che vivono nel cremasco (la sua terra).
Sabato 28 febbraio 2009 , nel teatro di Ombriano parte una mini tournèe denominata “AN TRA-TÒUR PER AL CREMÀSC “, una manifestazione da lui fortemente voluta per presentare il nuovo cd.
Ad accompagnarlo in studio e in questa nuova avventura, c'è sempre la stessa band di cui Gianluca va molto fiero: DAVIDE DABUSTI alle chitarre, ANDREA FEDELI alle tastiere e pianoforte, MARCELLO SARI alla batteria, RICCARDO ORMI al basso.
Nove pezzi veramente semplici ma belli, suonati veramente con gusto e avvolti da un sound veramente speciale.
Bravi anche Alberto e Renato, i fonici che hanno curato la registrazione ed il missaggio del cd.
Sono molto felice perché sono riuscito ad esprimere le mie sensazioni nel migliore dei modi attraverso i testi e trovando le melodie più appropriate.Il primo grazie è di rigore farlo alla numero uno che stavolta si è superata curandomi anche lo sviluppo grafico del cd: Carla.
Devo ringraziare di cuore il Peppo per essersi prestato veramente da vero amico a tutte le rotture di scatole che gli ho recato. Ringrazio i miei musicisti perché con la loro umiltà e la loro bravura tecnica fanno risaltare sempre più le mie idee. Ringrazio la famiglia Baroni per avermi concesso l’onore di pubblicare liberamente la poesia intitolata “L’òrt da le söche bianche” di Gianni Baroni che io ho musicato. Ringrazio il Mari e Filippo per il loro super aiuto. Ringrazio mio fratello Matteo per la canzone “Scusa mamma”, mio fratello Cristian per il supporto tecnico e tutti gli amici che sostengono il mio progetto in particolare: Renato, Antonella e Roberto, Marco e tutti quelli che al momento non ricordo ma che considero ugualmente di rilevante importanza.
Un grazie veramente grande va ai miei super coristi: Claudia, Gaia, Matteo e Riccardo che sono stati veramente mitici.
Grazie anche a tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno contribuito alla buona riuscita di questo nuovo cd.
Devo dire che ho cominciato il 2009 veramente bene; il "TRA-TÒUR" si dimostrato di rilevata importanza. Sono state sette date all'insegna della buona musica "genuina" durante le quali ho riscoperto il legame che c'è tra passato e presente apprezzando i paesi, le campagne dove sono nato e cresciuto, l'amore per Crema. Chiave di tutto il dialetto cremasco.
Sono molto contento perchè non pensavo che avrei riscontrato un così buon consenso da parte dei cremaschi e non solo da loro.
Ho rivisitato teatri e posti in cui avevo già suonato molti anni fa, sono quindi tornato inditro ai tempi in cui ho avuto molte soddisfazioni dalla musica e dove ho vissuto forti emozioni che sto ora rivivendo.
Il 22 Aprile 2009 ho avuto l'onore di partecipare alla manifestazione "CREMA IN SCENA" e di salire sull'ambitissimo e illustre palco del "TEATRO SAN DOMENICO DI CREMA". Che figata!
Questa à stata una delle "màce da ciudì" più grandi della mia vita.
Ringrazio la Provincia di Cremona e l'Ufficio per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Crema per aver aver patrocinato il "TRA-TÒUR", Emanuele Mandelli per essersi adoperato a far conoscere attraverso i media l'intera manifestazione.
Un grazie a TRS, Radio Antenna 5, La Provincia, La Cronaca, Il Torrazzo e Crema on Line per aver trovato sempre uno spazio per la mia musica.
Un ringraziamento particolare va a tutte le persone che, sensibilizzandosi, hanno contribuito concretamente alla buona riuscita dei concerti.
Ringrazio il Fotoclub Ombriano e Natale Allocchio, i mitici autori delle foto presenti nel mio sito.
Vorrei inoltre ringraziare mio fratello Cristian e mio cugino Silvio per il loro prezioso aiuto.
Grazie anche a Nicolò Cantoni per le riprese video e ad Andrea Cremonesi in qualità di musicista delle mie canzoni, per le riprese audio e la cura di tutta la parte mediatica.
Un ringraziamento particolare va alla Fondazione San Domenico per la grande disponibilità.
Grazie anche a tutte le varie amministrazioni, enti, organizzazioni che mi hanno permesso e mi permettono di esibirmi in diversi concerti anche dopo il "TRA-TÒUR".

A presto e una “màcia da ciudì” a tutti voi…….
Gianluca Gennari
